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17 Agosto 2017

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Venezia

 

 

Venezia

La città senza mura, protetta dalla sua laguna, uno specchio d’acqua fatto di bassifondi, velme, barene ed una fitta rete di canali, il cui aspetto varia a seconda dell’altezza delle maree. La laguna di Venezia è sempre stata una barriera naturale contro i nemici esterni, una fonte di sicurezza, ricchezza e potenza, con i suoi porti, canali e le sue isole.

Nel cuore della laguna nacque la città di Venezia, la Serenissima, la Dominante, la Regina dell’Adriatico. Capitale dell’arte e patrimonio dell’umanità dal 1987, “monumento maestoso non di un solo principe, ma di tutto un popolo” (Goethe, Viaggio in Italia, 1816), denso di opere d’arte, di scorci affascinanti.

La città sorge su un arcipelago di isolette intersecate da canali e collegate fra loro da più di 400 ponti ed è unica al mondo.

Venezia dall’XI secolo è divisa in sei sestieri: Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, San Marco, Cannaregio e Castello, ognuno dei quali nasconde in sé tesori preziosi.

Dorsoduro si estende nella parte meridionale della città, inizia dalla Punta della Dogana e comprende l’Isola della Giudecca, le Zattere e Santa Marta.

Diversi sono i punti di interesse in questo quartiere: le Gallerie dell’Accademia, La Collezione Peggy Guggenheim, Punta della Dogana, Ca’ Rezzonico, Scuola Grande dei Carmini, Ca’ Foscari, le chiese dei Gesuati, di San Trovaso, di San Pantalon, di Ognissanti, di San Nicolò dei Mendicoli, lo squero di San Trovaso, Campo Santa Margherita, il ponte dei pugni…

Santa Croce si trova a nord-est della città, e tramite Piazzale Roma collega Venezia alla terraferma. Questo sestiere ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni, cominciando nel 1810, con l’abbattimento della Chiesa e del Monastero di S. Croce, che davano il nome al sestiere stesso. Qui si trovano i Giardini Papadopoli e San Basilio, il Porto di Venezia.

Da non perdere la visita alle chiese di San Nicola da Tolentino, di San Giacomo dall’Orio, di San Stae, di San Zan Degolà, di San Simeon Grando e San Simeon Piccolo, a Ca’ Pesaro, a Palazzo Mocenigo, al Fondaco dei Turchi, al Fontego del Megio…

San Polo prende il nome dal Campo di San Polo, il più grande di Venezia, dopo Piazza San Marco. È il sestiere più piccolo di Venezia, ricco di case e botteghe. Qui si trova il Ponte di Rialto con il mercato e la pescheria. Tra i luoghi più belli: le Chiese di San Giacomo di Rialto, di San Rocco, di San Polo, la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari e le Scuole Grandi di San Rocco e San Giovanni Evangelista, il Palazzo dei Camerlenghi e la Casa di Goldoni…

San Marco è il cuore di Venezia e comprende l’isola di San Giorgio Maggiore. In origine il sestiere era chiamato Rivoalto, il nucleo originario della città, il nome con cui si chiamava nel lontano passato la città di Venezia (Civitas Rivoalti) proprio in riferimento alle isole su cui venne fondata. Qui si trova l’unica piazza della città, racchiusa dalle Procuratie, su cui si affacciano il Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco, dove sono custodite le reliquie del patrono di Venezia.

Da non perdere, oltre al Palazzo Ducale e alla Basilica di San Marco, la Torre dell’Orologio, il Campanile, Museo Correr, la Biblioteca Marciana, il Teatro la Fenice, le Chiese di San Moisé, di Santo Stefano, Santa Maria del Giglio, Fontego dei Tedeschi, il Ponte dei Sospiri, il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello, Palazzo Grassi…

Cannaregio è uno dei sestieri più popolati di Venezia. Sorge a Nord del Canal Grande. Qui si trova il Ghetto di Venezia, la zona che dal 1509 fu riservata agli Ebrei, che qui vi costruirono le loro Schòle. Il numero 1 del sestiere è la stazione ferroviaria di Santa Lucia, che prende il nome da una chiesa che fu abbattuta nel periodo degli editti napoleonici.

In questo sestiere oltre la visita al Ghetto, raggiungibile da un “sotoportègo” ai piedi del Ponte delle Guglie e su cui sono ancora ben visibili i cardini in ferro delle porte che anticamente chiudevano il Ghetto durante la notte, e alle sinagoghe aperte al pubblico con visite dal Museo Ebraico, si possono visitare le chiese degli Scalzi, di San Giobbe, di Santa Maria dei Miracoli, della Madonna dell’Orto, di San Marcuola, di Sant’Alvise, la Strada Nova, il Campo dei Mori, Palazzo Labia, Ca’ d’Oro, Ca’ Vendramin-Calergi, sede del Casinò di Venezia…

Castello è il sestiere più orientale di Venezia, su cui sorgeva probabilmente l’insediamento più antico della Serenissima, l’Isola di San Pietro, chiamata Olivolo, l’antico nucleo religioso della città. Il nome Castello deriva forse dalla presenza in passato di un fortilizio che circondava la piccola isola. Il sestiere più esteso di Venezia è inoltre occupato in parte dall’Arsenale, il cantiere navale di Venezia, vera propria industria, dove si costruivano le navi della Serenissima.

I punti di interesse di Castello sono molti: la Cattedrale di San Pietro, il Museo Storico Navale, le chiese di San Francesco della Vigna, di San Giovanni in Bragora, di San Zaccaria, di Santa Maria Formosa, la Basilica di San Giovanni e Paolo, la Scuola e la Chiesa di San Giorgio dei Greci, Palazzo Querini Stampalia, l’Arsenale, i Giardini della Biennale…

Venezia non è solo storia, arte, panorami mozzafiato, ma anche la città della cultura e delle tradizioni, con la Biennale d’arte, danza, cinema e architettura, la stagione sinfonica al Teatro della Fenice, la Regata Storica, il Redentore, il Carnevale, e la città da gustare con i suoi piatti tipici, da scoprire ad ogni stagione.

 

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Musei Venezia:

www.polomuseale.venezia.beniculturali.it

www.visitmuve.it

www.guggenheim-venice.it

www.querinistampalia.it

www.cini.it

www.palazzograssi.it

www.marina.difesa.it

www.unospitedivenezia.it[

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Padova

 

 

Padova

Padova è una città tra le più antiche d’Italia, ma nelle sue vie si nota un affascinante e costante dialogo tra antico e moderno, tradizione e avanguardia. Nel suo dinamico tessuto cittadino possiamo trovare esempi di architettura medievale, rinascimentale, neoclassica e moderna.

Padova è una città effervescente ricca di storia, arte, cultura e vitalità. Visitare la città patavina è respirare la spiritualità delle sue chiese, i profumi dei suoi mercati brulicanti, e allo stesso tempo la dinamicità della vita.

Visitare Padova è immergersi nei capolavori dell’arte di ogni tempo, nella storia millenaria della città, nella poliedricità delle scienze …

Tra i numerosi punti di interesse, da non perdere è la visita alla Cappella degli Scrovegni, ai Musei Civici agli Eremitani e alla chiesa degli Eremitani, al Palazzo della Ragione e alle piazze circostanti, al Duomo e al Battistero, all’Università e al Caffè Pedrocchi, alla Basilica del Santo, all’Oratorio di San Giorgio, alla Scoletta e ai Musei Antoniani, all’Orto Botanico, al Prato della Valle e alla Basilica di Santa Giustina, alle mura e alle porte di Padova…

 

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Murano, Burano e Torcello

 

 

Murano, Burano e Torcello

Murano si erge su un sistema di isole congiunte da ponti ed è percorsa al suo interno da un Canal Grande. Quest’isola della Laguna veneziana è celebre in tutto il mondo per le creazioni artistiche dei maestri vetrai che aprono abitualmente le porte delle loro botteghe, per questo motivo è chiamata anche l’isola “dei fuochi”, per le numerose fornaci che la abitano. L’antica Murano fino al Settecento, era un’isola molto ricca di orti, canali, chiese (ben 17!), residenze nobiliari, ospizi e conventi.

Come Burano e Torcello, Amuranium, il suo antico nome, fu uno dei centri della Laguna Veneta fondati dai profughi di Altino, scampati alle invasioni barbariche.

All’inizio dell’Ottocento molti edifici antichi furono distrutti o mutilati. A seguito della ripresa economica legata all’arte vetraria, al posto degli orti si costruirono nuovi edifici e molti canali furono interrati.

Oggi rimangono solo tre monumentali chiese (Santa Maria e Donato, San Pietro Martire, Santa Maria Degli Angeli), mentre sono visibili i resti di alcune altre chiese come Santa Chiara, San Maffio e Santo Stefano. A queste si aggiunge l’oratorio dei Santi Giuseppe e Teresa con il vicino ospizio Briati.

Tra i palazzi muranesi spiccano il Palazzo da Mula, con decorazioni risalenti al XII-XIII secolo, Palazzo Giustiniani, antica sede dei Vescovi di Torcello e ora sede del Museo del Vetro, e infine Palazzo Trevisan, in stile palladiano.

L’isola ha un Faro, una costruzione cilindrica in pietra d’Istria.
Nonostante la sua posizione interna rispetto al mare ha il ruolo di illuminare la bocca di porto del Lido. Durante l’alto Medioevo, il faro era di legno e con i fuochi accesi serviva ad illuminare la Laguna.

Alla fine del XIII si decretò che le vetrerie di Venezia (attive già prima del mille), fossero trasferite a Murano per motivi di sicurezza, poiché i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi alle abitazioni veneziane, costruite principalmente in legno.

L’isola di Murano da questo momento divenne nota in tutto il mondo per la lavorazione del vetro e divenne meta di vacanze per artisti e per molte famiglie aristocratiche, le quali qui fecero costruire ville, palazzi, chiese e monasteri.

Aver trasferito le fabbriche del vetro da Venezia a Murano servì alla Serenissima a controllare meglio la produzione e a tenere sotto controllo i maestri Vetrai, che potevano uscire dall’isola solo con un permesso speciale.

L’isola è raggiungibile con i mezzi pubblici dell’ACTV, sia da Piazzale Roma che dalle Fondamenta Nuove.

 

Punti di interesse: Santa Maria e Donato, San Pietro Martire, Santa Maria Degli Angeli, Palazzo da Mula, Museo del Vetro, Faro e le vetrerie.

 

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> Linee ACTV: 3 – 4.1 – 4.2 – 7- 12 -13- 18 –NMU

> Museo del vetro

> Eventi

 

BURANO

L’isola di Burano è collocata al centro della laguna nord. Il suo territorio è costituito da quattro isole, collegate tra loro da sette ponti. L’isola di Burano è inoltre unita tramite un ponte, ricostruito recentemente, a Mazzorbo che a sua volta comprende due isole, anch’esse tra loro connesse.

Nel corso delle invasioni prima gotiche e poi longobarde, le popolazioni della terraferma, quelle di Oderzo e di Altino, si rifugiarono nelle isole della laguna nord nel VI secolo. In seguito all’occupazione della loro città, nel 639, gli opitergini fondarono Civitas Nova, sede del nuovo governo, mentre gli Altinati trasferirono la sede religiosa a Torcello, mantenendo ad Altino il titolo episcopale. Da questo momento Torcello diventò un’isola importante, mentre Burano era un centro minore. Tuttavia l’isola di Burano non fu mai disabitata e attualmente è l’isola più popolosa della laguna nord.

Nasce come isola di pescatori, le barche ormeggiate lungo rive e canali mostrano infatti come la pesca era, e continua ad essere, la principale attività dell’isola, seguita dalla cantieristica con i tipici squeri, officine artigiane dove si fabbricano ancora barche a remi.

Tuttavia sin dal periodo rinascimentale conosce fama grazie all’arte del merletto. Il pizzo infatti era utilizzato come ornamento per le suppellettili domestiche e per gli abiti femminili, e da semplice passatempo di nobildonne e religiose qui a Burano, e in altre isole della laguna veneta, divenne una professione vera e propria per la popolazione femminile. Nel 1872 venne istituita la Scuola del Merletto a Burano. Nella sua sede oggi sorge il Museo del Merletto.

Burano è famosa oggi anche per le sue abitazioni coloratissime. Infatti ogni famiglia dipinge la propria casa con colori intensi per distinguerla dalle altre e renderla riconoscibile da lontano.

Il centro abitato di Burano si divide tutt’oggi in cinque frazioni collegate da ponti: San Martino Destro, San Martino Sinistro, San Mauro, Giudecca e Terranova che sono separate tra loro dai rispettivi canali: Rio Ponticello, Rio Zuecca e Rio Terranova.

Il centro dell’isola è Piazza Baldassare Galuppi (celebre musicista del Settecento detto il Buranello) realizzata interrando un canale, sulla quale si affaccia la cinquecentesca Chiesa di San Martino con l’attiguo Oratorio di Santa Barbara, che ospita la più importante raccolta di opere d’arte dell’isola. Accanto alla chiesa si staglia il campanile settecentesco, caratteristico per la sua forte pendenza.

Nella Piazza Galuppi si trova inoltre il Museo del Merletto, uno spazio che offre oggi non solo l’esposizione di pezzi di grande valore, ma anche la possibilità di osservare dal vero le tecniche di lavorazione proposte dalle merlettaie, ancora oggi depositarie di quest’arte e presenti al mattino in museo.

 

Punti di interesse: Piazza Baldassarre Galuppi, Chiesa di San Martino, Oratorio di Santa Barbara, Museo del Merletto, case colorate, Pescaria Vecia

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TORCELLO

 

L’isola di Torcello è una delle isole della laguna settentrionale di Venezia. Fu una città importante e sede vescovile fino alla metà del XVII secolo, di cui oggi rimangono solo le vestigia, a memoria dell’antico passato.

La storia di Torcello risale all’epoca romana, quando probabilmente l’isola fu lo sbocco a mare dell’antica città di Altino.

E proprio gli abitanti di questa città vi si rifugiarono nel VII secolo, fondando la famosa basilica torcellana di Santa Maria nel lontano 639.

Fra i secoli VII e X Torcello deve il suo maggior sviluppo grazie al commercio, alle saline, alle industrie metallurgiche, vetrarie e laniere.

Nel corso dei secoli successivi, tuttavia, l’accentramento delle attività economiche a Venezia e il graduale impaludamento della laguna portarono alla decadenza dell’isola.

Pochi sono i monumenti che testimoniano il fiorente passato dell’isola: il complesso monumentale composto dalla Cattedrale
dedicata a Santa Maria Assunta, dai resti del Battistero e dalla vicina Chiesa di Santa Fosca; i resti del Monastero di San Giovanni Evangelista, il Trono di Attila, il Palazzo del Consiglio e il Palazzo dell’Archivio, ora sede del Museo di Torcello, che ospita i numerosi reperti romani, bizantini e medievali che giacevano sparsi nell’isola.

Nella Sezione Medievale e Moderna sono conservati reperti paleocristiani, altomedievali e medievali, la cui provenienza da
Torcello e dalle isole che la circondano è, per la gran parte praticamente accertata.

La Sezione Archeologica ospita invece reperti rinvenuti in area veneta e nel territorio lagunare, nonché materiali di varia provenienza tra i quali una serie di statuette egizie, coprendo un arco cronologico che va dal paleolitico alla tarda romanità.

L’isola ora è abitata da una decina di persone e vive soprattutto di turismo. Vi si trova anche la famosa Locanda Cipriani, che ha ospitato in passato personaggi celebri come la Regina Elisabetta II d’Inghilterra, il Principe Carlo e Lady Diana, la soprano Maria Callas, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il comico e attore Charlie Chaplin e lo scrittore Ernest Hemingway.

Lo scrittore americano soggiornò molte volte nella locanda a partire dal 1948. Qui amava rilassarsi e da qui partiva per delle battute di caccia nelle lagune attorno a Torcello. Fu qui inoltre che lo  scrittore scrisse il romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”.

 

Punti di interesse: Cattedrale Santa Maria Assunta, Battistero, Chiesa di Santa Fosca, Museo di Torcello, Trono di Attila e Ponte del Diavolo.

 

> Raffaello Navigazione

COME ARRIVARE

Si possono raggiungere e visitare le isole direttamente da Sottomarina con le escursioni organizzate da Raffaello Navigazione o con i vaporetti delle linee ACTV sopra indicate.

Pellestrina e Lido di Venezia

 

 

PellestrinaLido e Pellestrina sono i cordoni litoranei che segnano il confine tra la laguna di Venezia e il Mare Adriatico. Come tutte le isole della laguna, hanno contribuito alla storia di Venezia, proteggendola dalla furia del mare e dalle invasioni nemiche. Furono sedi di monasteri e conventi, luoghi non solo di preghiera, ma di cultura e conoscenza; sedi di ospedali e lazzaretti, luoghi dove bloccare il contagio e arrestare le epidemie.

Abili cacciatori agli inizi della storia (lo stemma araldico di Malamocco non a caso riporta l’effigie di un cervo), gli abitanti di questi cordoni litoranei impararono a conoscere la laguna, a sfruttarne le risorse e a navigarla con imbarcazioni a fondo piatto, sospinte dai remi o dalle vele.

PELLESTRINA

 

L’isola di Pellestrina è una sottile striscia di terra sospesa per 11 chilometri fra il Mare Adriatico e la Laguna di Venezia. Questo piccolo borgo di pescatori è caratterizzato dalle case variopinte, sul lato laguna, dai Murazzi e dalle spiagge sabbiose frequentate dai suoi abitanti, sul lato mare. Si raggiunge in vaporetto da Chioggia con la linea 11.

L’isola si può girare a piedi, in autobus o in bicicletta, basta percorrere la strada lungo la laguna o quella lungo i murazzi.

Qui tutti si conoscono, gli usci di casa sono quasi sempre aperti, l’aria profuma di mare e spesso di pesce alla griglia, perché gli isolani usano arrostire il pesce all’aperto, davanti alla soglia di casa.

Il Cordone litoraneo di Pellestrina è formato dalla Riserva Naturale della Lipu di Ca’ Roman, a Sud, i centri abitati di Pellestrina, con i suoi quartieri dei Busetto, Vianello, Zennaro e Scarpa, formati dalle quattro famiglie inviate dal podestà di Chioggia a ripopolare l’isola devastata dai Genovesi nella guerra contro Venezia dopo il 1380; Portosecco, dove non è raro, passeggiando d’estate, vedere le signore sedute in calle a chiacchierare, mentre creano splendidi merletti al tombolo, un cuscino cilindrico, intrecciando i loro fuselli; San Pietro in Volta, con la chiesa settecentesca, le case basse, gli orti e le vigne; e infine Santa Maria del Mare, il polmone verde a nord dell’isola, ricco di tamerici, pioppi e alberi da frutto.

Caratteristici dell’isola sono i Murazzi, poderosi argini in pietra d’Istria, una delle più imponenti difese a mare erette nel Settecento dalla Serenissima per fronteggiare le mareggiate. La storia dei Murazzi e dell’alluvione del 1966 sono raccontate attraverso ricostruzioni, foto e filmati nel piccolo Museo della Laguna Sud, ricavato nell’ex scuola Goldoni di San Pietro in Volta (visita su prenotazione). Oggi i Murazzi sono frequentati da chi ama prendere il sole in tranquillità.

L’isola di Pellestrina è famosa anche per i suoi ristoranti tipici e la sua cucina peschereccia, a base di pesce appena pescato: schie, gamberetti, anguilla o seppie, antipasti di cannocchie e cappesante, e poi pasticcio di pesce, fritto di calamaretti, seppioline in umido, grigliate accompagnate da verdure coltivate negli orti della laguna.

Per assaporare il meglio dell’ospitalità pellestrinotta e immergersi in una vera festa di paese, basta approdare sull’isola per la Festa di San Pietro, a fine giugno, la festa della Madonna dell’Apparizione, a inizio agosto, o alla sagra di Santo Stefano, patrono di Portosecco, che si conclude il 15 agosto: gli abitanti festeggiano con i gustosi piatti di pesce, giochi, musica e le tradizionali regate di voga alla veneta.

Nella prima domenica di agosto si tiene la tradizionale regata di Pellestrina, evento molto atteso che richiama sull’isola centinaia di appassionati di voga.

Piccolo Museo della Laguna Sud: www.museopellestrina.it

Feste patronali:

25 giugno – 2 luglio – San Pietro in Volta, Piazza San Pietro Apostolo, Festa patronale di San Pietro; pdf programma

Festa di Sant’Antonio: 7-9 luglio – Pellestrina, Parrocchia di S. Antonio, Festa di S. Antonio; pdf programma

Festa del Redentore:15 luglio, con spettacolo pirotecnico;
Festa della Madonna dell’Apparizione: 3 – 6 agosto – Pellestrina, Piazzale Ognissanti, Festa della Madonna dell’Apparizione;
Festa di San Stefano 11- 15 agosto  – Pellestrina, Piazza di Portosecco, Sagra di Santo Stefano Portosecco.

Scopri la pagina eventi su: www.pellestrinaturismo.it

LIDO DI VENEZIA

 

Lido di Venezia

L’isola del Lido è una sottile striscia di terra che si estende per 12 chilometri tra il porto di Malamocco a Sud e il porto di San Nicolò a Nord e segna il confine tra la laguna di Venezia ad Ovest e il Mare Adriatico ad Est.

I centri abitati dell’isola sono: Lido, Malamocco e Alberoni.

A piedi o in bici, da San Nicolò, l’estremità ovest del Lido, si passeggia lungo gli spaziosi viali alberati e poi sul lungomare verso il porto di Malamocco, scorrendo con lo sguardo le ville e i grandi alberghi in stile Liberty e Decò. L’isola del Lido, infatti, agli inizi del ‘900, seppe rinnovarsi, diventando quell’ambito luogo di vacanza scelto dalla nobiltà europea.
Il Lido poi è diventato famoso per la prestigiosa Mostra internazionale del cinema, il festival che dal 1932, tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, richiama sull’isola le grandi star internazionali, proponendo ogni anno rassegne, proiezioni, conferenze stampa, feste e serate di gala. Ma il Lido non è solo questo: ci sono anche delle splendide spiagge, premiate da anni con la Bandiera Blu. Il lungo litorale sabbioso è costellato da Forti e Batterie Militari, tanto era importante lo scopo difensivo dell’isola. Per raggiungere gli Alberoni si percorre tutto il lungomare e si sale sui Murazzi, fortificazioni in pietra d’Istria realizzate nel 1751 a difesa del litorale e della laguna dalle mareggiate. Qui capita di imbattersi nelle bizzarre sculture realizzate dalla gente del luogo con materiale di recupero portato dal mare. Vale una sosta il pittoresco borgo medievale di Malamocco, il primo insediamento dell’isola, che appare come una “piccola Venezia” con canali, calli e campielli, le cui osterie di pesce erano frequentate da Mario Soldati, Fellini e Hugo Pratt. Da visitare il Palazzo del podestà, sede espositiva permanente di reperti archeologici sulla storia del Lido.

Proseguendo fino all’estremità sud dell’isola si raggiunge l’Oasi WWF Dune degli Alberoni, incastonata tra il mare Adriatico e la laguna, il cui nome deriva dai grandi alberi ben visibili per chi arrivava dal mare e che segnalavano l’ingresso del porto-canale. L’oasi racchiude uno dei più estesi e meglio conservati sistemi di dune delle coste dell’Alto Adriatico, con dune alte fino a dieci metri; dei sentieri attraversano la pineta che cresce per 30 ettari nella riserva, in cui trovano il loro habitat specie di flora e fauna uniche.

COME ARRIVARE

Si possono raggiungere le isole di Pellestrina e Lido prendendo il traghetto linea 11 con imbarco a Chioggia, Piazza vigo.

Consulta gli orari cliccando su questo link.